Buongiorno,
Condivido con te le ultime notizie dalla Borsa LME relative alla scorsa settimana ed alcuni approfondimenti dal mondo dei metalli.
Le variazioni positive diffusamente persistenti al LME nel corso dell’ultima settimana andranno sicuramente rimodulate sulla base dei consumi effettivi di metalli e leghe da parte dei comparti produttivi a livello globale.
La domanda che nessun imprenditore o amministratore delegato intende porsi è la seguente: la mia azienda o l’azienda che dirigo sta andando a gonfie vele; perché questo?
A volte, oltre a degli indiscussi e indiscutibili meriti nella gestione dell’imprese “che vanno bene” si celano dei fattori che si intersecano tra loro, ma che devono essere individuati e valutati per verificare se tra essi non si insinui una sorta di “vulnus” che potrebbe essere dannoso, se non letale, per le sopravvivenze delle aziende stesse.
I prezzi, nel senso più allargato del termine e delle materie prime trattate in questo contesto, devono seguire l’analisi metodologica appena menzionata, ovvero: una quotazione non può salire o scendere in maniera incondizionata e a oltranza.
Le quotazioni dollari 3mesi che attualmente sono in essere al LME rappresentano dei “numeri” straordinari nelle loro dimensioni se confrontati con quelli di tempi più o meno recenti.
Il prezzo attuale del Rame, in rapporto a quello di dieci e cinque anni fa, agli inizi della pandemia, mostra dei valori in positivo rispettivamente del 75 e del 95%; allo stesso modo per l’Alluminio, che presentava quotazioni di meno 50 e meno 70%, nelle stesse sequenze temporali.
Un elemento da non sottovalutare è anche quello dell’ultimo andamento dell’indice LMEX su base settimanale, cresciuto, ma non in maniera così rilevante e limitando a 1,5 % la variazione.
Dietro a questo aumento si cela una sorta di riserva da parte degli utilizzatori rispetto alle quotazioni attuali del listino londinese dei metalli; nella realtà dei fatti le cose non stanno andando comunque verso delle attese favorevoli per chi le materie prime le impiega, a cominciare dal Rame.
Andamento rialzista per il Rame
L’andamento del “metallo guida” sarà ancora rialzista e questo per via di una persistente quota di denaro posta a supporto di prossime aspettative di rialzi e paradossalmente introdotta proprio da chi si attende una prossima inversione di tendenza, ovvero dagli utilizzatori dello stesso metallo.
La corsa dello Zinco non si fermerà nel breve periodo
La corsa dello Zinco verso nuovi livelli di prezzo più elevati non si fermerà prima di un suo ritrovato posizionamento oltre i 3mila dollari 3mesi, come avvenne a fine dello scorso dicembre. L’attuale equilibrio tra domanda e offerta presente al momento nelle sedute LME lascia spazio a considerazioni di certo non orientate a vedere lo Zinco in una fase di imminenti ribassi.
Le Leghe, Ottone e Zama
Le leghe a base di Rame e Zinco potrebbero comunque riservare significative sorprese nei termini delle loro quotazioni di mercato, non tanto in riferimento alla Zama, che come appena accennato avrà degli andamenti direttamente proporzionali rispetto al valore di Borsa del suo metallo preponderante, ma relativamente all’Ottone.
La “lega gialla” dovrà trovare un giusto equilibrio tra tre elementi, il Rame e lo Zinco, ovviamente e la collocazione del cambio tra euro e dollaro, con quest’ultimo evidenziare un persistente stato di debolezza che gioverà a neutralizzare i valori USD effettivamente quotati al LME e quindi determinare un’area di stabilità riferita ai prezzi domestici dell’Ottone.
Andamento deludente dell’Alluminio rispetto agli altri “industriali”
La deludente collocazione di prezzo dell’Alluminio in rapporto alle evoluzioni rialziste degli altri “industriali”, apre il tema su una presa d’atto da parte degli utilizzatori, che i conti vanno fatti in relazione alla cruda realtà dei consumi effettivi di metalli in campo produttivo. L’appiattimento delle quotazioni poco al di sotto della linea dei 2700 dollari 3mesi non lascia spazio a puntate rialziste in tempi brevi per l’Alluminio LME.
Pausa di riflessione per il Nichel
Una pausa di riflessione se la prenderà anche il Nichel, ma dall’alto del suo massimo relativo, la cui quotazione in area 16700 USD 3mesi non si riproponeva in Borsa dalla seconda metà di ottobre.
Inaspettati rialzi per il Piombo
Le criticità dei prezzi di alcuni metalli sul mercato cinese, come la forte crescita del Cobalto, sta trascinando il Piombo in un’inaspettata sequenza di rialzi, che hanno portato il metallo a popolare aree di grafico non più viste da tempo, pur in un clima d’incognita dettata da una componente eccessiva di denaro con connotazione “lunga”.
Veemente salita dello Stagno
La veemente salita del prezzo 3mesi in dollari dello Stagno rappresenta nella sua estrema sintesi quanto stia avvenendo al LME, dove l’incertezza quasi totale sul futuro dell’economia globale si alimenta in forme di congetture che portano a gestire delle quotazioni decisamente inadeguate, come il riferimento a quota 36mila USD dello Stagno.
UNO SGUARDO ALLA REALTA’ PRODUTTIVA

Cosa succede sul mercato dell’alluminio? Boom dei premi USA e discesa nella UE
Sul mercato globale dell’alluminio stanno “saltando” i vecchi equilibri commerciali. Chi sono i vincitori e chi sono i vinti?
Il mercato dell’alluminio si trova al centro di una serie di tensioni globali che stanno influenzando i prezzi e la disponibilità di metallo in tutto il mondo. In questo contesto, gli esperti prevedono una maggiore volatilità che scoraggerà gli investimenti.
Tuttavia, in questo rimescolamento globale, alcuni paesi ne traggono vantaggio, altri ne subiscono le conseguenze. Nel frattempo, i prezzi dell’alluminio sono a circa 2.700 dollari per tonnellata, vicino ai massimi di nove mesi.
La tempesta dei dazi americani
La Cina, il principale produttore mondiale di alluminio, ha raggiunto un record di produzione con 44 milioni di tonnellate nel 2024.
Tuttavia, Pechino potrebbe limitare la produzione quest’anno per controllare l’eccessiva offerta e aderire agli obiettivi di riduzione delle emissioni di carbonio. Inoltre, le esportazioni cinesi di alluminio sono diminuite, influenzando ulteriormente il mercato globale.
Negli Stati Uniti, i dazi imposti dall’amministrazione Trump hanno reso costoso l’acquisto del metallo.
Nel 2018, quando gli USA hanno imposto una tariffa del 10% sull’alluminio, l’industria della birra ha dovuto affrontare un costo aggiuntivo di 250 milioni di dollari per le lattine. Questo scenario sembra ripetersi, causando problemi ai consumatori statunitensi, che dovranno pagare di più per uno dei loro prodotti preferito.
C’è chi perde e c’è chi guadagna…
Tra i paesi più colpiti dai dazi americani c’è il Canada, il più grande fornitore di alluminio degli Stati Uniti. Il paese rappresenta il 70% dei 3,92 milioni di tonnellate importate lo scorso anno (dati Trade Data Monitor).
Ma il paradosso è che, secondo l’Aluminium Association, la capacità statunitense è insufficiente per soddisfare la crescente domanda, in particolare per gli investimenti in infrastrutture e in nuove tecnologie.
Di conseguenza, gli analisti del settore suggeriscono che i dazi potrebbero causare lo spostamento dell’alluminio destinato agli Stati Uniti verso l’Europa. E proprio quest’ultima potrebbe avere un aiuto inaspettato dalla nuova guerra commerciale, visto che i premi sono scesi del 35% dal 1º gennaio 2025.
Insomma, una dimostrazione che le politiche commerciali dei paesi, soprattutto se coinvolgono colossi economici come gli Stati Uniti, possono avere effetti imprevisti sui diversi mercati globali.
APPROFONDIMENTO

Miniera di Bauxite
Crescita del mercato della bauxite e dell’alluminio: dinamiche globali tra produzione, investimenti e commercio
Il mercato globale della bauxite e dell’alluminio sta attraversando una fase di significativi cambiamenti, con un incremento delle esportazioni, nuovi investimenti strategici e una crescente competizione tra i principali produttori.
Gli ultimi dati evidenziano un aumento dell’approvvigionamento di bauxite, mosse strategiche da parte di colossi del settore e l’impatto delle recenti tensioni commerciali sul mercato dell’alluminio.
Aumento delle importazioni di bauxite e accumulo di scorte nei porti
Secondo i dati aggiornati al 14 marzo 2025, gli arrivi settimanali di bauxite nei porti domestici hanno raggiunto i 4,145 milioni di tonnellate, con un incremento di 256.000 tonnellate rispetto alla settimana precedente.
Contestualmente, le esportazioni settimanali dai principali porti della Guinea hanno toccato quota 4,593 milioni di tonnellate, segnando un aumento di 1,375 milioni di tonnellate rispetto alla settimana precedente.
Anche l’Australia ha registrato un incremento delle spedizioni di bauxite dai propri porti principali, raggiungendo 1,127 milioni di tonnellate (+291.000 tonnellate su base settimanale).
La costante crescita delle spedizioni di bauxite dalla Guinea, unita alla ripresa delle esportazioni australiane, sta determinando un incremento dell’offerta di bauxite importata sul mercato domestico.
Nel breve termine, l’aumento dell’offerta di bauxite potrebbe portare a un riequilibrio tra domanda e offerta, esercitando una pressione al ribasso sui prezzi del minerale.
Rusal investe in India per ridurre la dipendenza da fornitori esterni
Nel frattempo, il gigante russo dell’alluminio Rusal ha annunciato, il 14 marzo 2025, l’acquisizione di una quota del 26% in una raffineria indiana di allumina per 243,75 milioni di dollari, con la possibilità di aumentare progressivamente la propria partecipazione fino al 50%.
Questa mossa strategica mira a ridurre la dipendenza di Rusal dalle forniture di materie prime da terze parti.
Il colosso russo, uno dei maggiori produttori mondiali di alluminio primario e il più grande produttore di alluminio a basse emissioni di carbonio, ha subito un duro colpo quando l’Australia ha imposto un divieto all’esportazione di allumina verso la Russia, riducendo del 40% le sue forniture.
La chiusura della sua raffineria di allumina in Ucraina ha ulteriormente aggravato la situazione.
Per colmare il gap di approvvigionamento, Rusal ha incrementato gli acquisti di materie prime dalla Cina e dall’India e, nell’ottobre 2023, ha acquisito una partecipazione del 30% in un produttore cinese.
Tuttavia, l’azienda continua a dipendere dal mercato globale per oltre un terzo delle sue forniture di allumina, una pratica che mette sotto pressione i margini di produzione.
L’acquisizione della quota nella Pioneer Aluminium Industries Limited, fondata in India nel 2007, rappresenta un ulteriore passo verso la stabilizzazione delle sue forniture.
La raffineria, situata nel distretto di Anakappalli nello stato di Andhra Pradesh, vanta una posizione strategica vicino ai porti di Visakhapatnam (75 km), Gangavaram (60 km) e Kakinada (140 km), facilitando l’accesso ai mercati del Medio Oriente e del Sud-est asiatico.
Attualmente, l’impianto opera al 25% della sua capacità a causa di problemi operativi, ma il piano di espansione prevede di portare la produzione a 2 milioni di tonnellate annue (MTPA), con il potenziamento delle infrastrutture portuali e ferroviarie per il trasporto di bauxite, carbone, allumina e soda caustica.
Se il progetto di espansione verrà completato con successo, Rusal avrà l’opportunità di incrementare la sua partecipazione oltre il 50%.
Boom di esportazioni di alluminio dagli Emirati Arabi Uniti agli gli Stati Uniti
Sul fronte commerciale, i dati del Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti rivelano un forte aumento delle esportazioni di alluminio dagli Emirati Arabi Uniti verso gli USA nei primi 11 giorni di marzo 2025.
Il forte incremento delle esportazioni è dovuto alla corsa dei compratori americani per assicurarsi forniture prima dell’entrata in vigore dei nuovi dazi statunitensi sull’alluminio.
Gli Emirati Arabi Uniti sono il secondo maggiore fornitore di alluminio per gli Stati Uniti, coprendo l’8% del consumo totale del metallo nel Paese.
Nel complesso, i Paesi del Consiglio di Cooperazione del Golfo (GCC) rappresentano il 16% delle importazioni statunitensi di alluminio.
L’industria della bauxite e dell’alluminio si sta evolvendo rapidamente, con una maggiore disponibilità di materia prima, acquisizioni strategiche e nuove dinamiche commerciali.
L’aumento delle importazioni di bauxite e l’espansione degli impianti di raffinazione indicano un rafforzamento delle capacità produttive globali.
Tuttavia, l’imposizione di dazi e le tensioni geopolitiche continuano a influenzare il commercio internazionale, creando opportunità e sfide per i principali attori del settore.
LINK UTILI
Newsletter redatta in collaborazione con i seguenti partner, per maggiori informazioni e approfondimenti o per consultare tabelle e grafici clicca sui link
METALWEEK: MetalWeek
METALLI RARI: https://www.metallirari.com/cosa-succede-mercato-alluminio-boom-premi-usa-discesa-ue/
COMMODITY EVOLUTION: https://www.commodityevolution.com/2025/03/17/crescita-del-mercato-della-bauxite-e-dellalluminio-dinamiche-globali-tra-produzione-investimenti-e-commercio/
Se sei arrivato a leggere fino a qui ti ringrazio, vuol dire che ti è piaciuta la newsletter.
Ti chiedo di lasciare un commento o una tua considerazione in merito ai temi trattati oppure una domanda alla quale vorresti risposta.
Se conosci qualcuno al quale potrebbero interessare questi temi inoltra il link al blog, grazie per la collaborazione.
Recent Comments