Buongiorno,

Condivido con te le ultime notizie dalla Borsa LME relative alla scorsa settimana ed alcuni approfondimenti dal mondo dei metalli.

Le sedute LME della settimana appena conclusa hanno messo in evidenza una situazione di precarietà delle tendenze dei prezzi dollari 3mesi di tutti i metalli industriali.

Le ragioni per le quali molti avvenimenti non possano avere luogo hanno origini e cause molteplici, nel corso dell’ultima settimana di Borsa i metalli industriali hanno avuto modo di far vivere questi particolari stati di cose a chi per lavoro condivide le loro sorti.

Il mancato “aggancio”, con questo termine si intende la completa manifestazione di una serie di eventi concatenati tra loro, avrebbe permesso ai metalli di essere proiettati su piani dimensionali di prezzi dollari 3mesi decisamente più importanti rispetto a quelli poi rilevati al termine dell’ottava LME.

Una fase di Borsa che può ancora definirsi interlocutoria, dove l’indice LMEX passato in territorio negativo di mezzo punto percentuale rispetto al dato settimanale precedente, mette in evidenza che la situazione di arretramento dei prezzi degli “industriali” non può essere definita come un consolidamento in tal senso.

La ripresa di valore del dollaro rispetto all’Euro, dello 0,7% e rispetto ad otto giorni fa, annulla di fatto tutte le velleità ribassiste a favore degli utilizzatori dell’Eurozona.

Attenzione massima sul Rame

L’attenzione sul Rame dovrà essere massima nei prossimi giorni, anche se il metallo non accentuerà ancora per molto tempo la fase di ribasso del prezzo USD 3mesi, potendo considerare i suoi valori attuali come dei minimi relativi nella prospettiva di breve termine.

Stessa visione per lo Zinco

La stessa visione di mercato è attribuibile allo Zinco, ritornato in chiusura della scorsa ottava di Borsa a lambire i 2900 dollari 3mesi e che comunque resta al di sopra del prezzo medio che il metallo ha registrato nel primo trimestre dell’anno.

Le Leghe, Ottone e Zama

Le definizioni delle quotazioni delle leghe a base di Rame e Zinco restano quindi come “sospese” in una sorte di indefinibilità dei prezzi di Ottone e Zama, con il fattore cambio che potrebbe diventare determinante nelle definizioni settimanali dei loro valori di mercato.

Anomala debolezza per l’Alluminio

L’Alluminio accentuerà lo stato di anomala debolezza vista da diverso tempo in Borsa, portando all’azzeramento delle aspettative rialziste che nella prima decina del mese di marzo parevano di buona struttura.

Maggior chiarezza per il Nichel

Nell’incertezza generale, il Nichel potrebbe trovare una sorta di maggiore chiarezza nel suo indirizzo che, se non sarà marcatamente rialzista, almeno si potrà parlare di un punto di minimo, evidenziabile nella prima parte di questa settimana.

Piombo cresciuto più del dovuto

Lo slancio rialzista che ha visto crescere più del dovuto il Piombo negli ultimi trenta giorni, gli permetterà di usufruire di uno spazio di gestione del suo ambito di prezzo ancora al di sopra dei 2mila dollari 3mesi.

Momenti di assestamento per lo Stagno

Il nodo della quotazione oltre la soglia dei 36mila USD per lo Stagno si è sciolto da un certo numero di sedute, ora per il metallo si attendono momenti di assestamento del prezzo di Borsa che non escluderanno l’evidenza di un minimo relativo rapportato alla media dei riscontri visti nelle ultime due settimane.

Non solo dazi per i prezzi dell’alluminio… c’è anche la tregua Russia-Ucraina

Mentre un possibile cessate il fuoco tra Russia e Ucraina potrebbe far scendere i prezzi, l’incertezza legata ai dazi imposti dagli Stati Uniti mantiene alta la volatilità.

Nonostante i dazi abbiano dominato le notizie di mercato negli ultimi mesi non sono l’unico fattore che sta influenzando i prezzi dell’alluminio.

Per esempio, anche se la tregua del conflitto tra Russia e Ucraina non è ancora stata raggiunta, Donald Trump e Vladimir Putin hanno concordato di sospendere gli attacchi russi alle infrastrutture energetiche ucraine.

La Casa Bianca ha definito l’evento un “passo verso la pace” che potrebbe portare a una risoluzione più ampia del conflitto.

La pace è ribassista per i prezzi dell’alluminio

Un cessate il fuoco avrebbe molteplici implicazioni per il mercato dell’alluminio.

L’invasione russa e le conseguenti sanzioni occidentali hanno gravemente perturbato tutte le catene di approvvigionamento.

La fine della guerra potrebbe stabilizzare e normalizzare queste catene, riducendo i costi di produzione e potenzialmente abbassando i prezzi dell’alluminio.

Sia la Russia che l’Ucraina sono produttori chiave di alluminio e materie prime correlate; quindi, il ripristino delle operazioni in Ucraina e la revoca delle sanzioni contro la Russia potrebbero esercitare ulteriore pressione al ribasso sui prezzi.

In parte, questi effetti ribassisti potrebbero essere compensati dalla domanda per la ricostruzione postbellica e da una rinnovata fiducia degli investitori, entrambi fattori che potrebbero sostenere i prezzi dell’alluminio.

Tuttavia, resta da vedere quando il conflitto finirà e quali saranno le decisioni finali riguardo alle risorse ucraine e alle sanzioni contro la Russia.

Per ora, l’evento rappresenta un rischio di volatilità per i prezzi dell’alluminio, che potrebbero muoversi lateralmente nel futuro più vicino.

Agli investitori non piace l’incertezza sui dazi

Nel frattempo, gli effetti dei dazi continuano a farsi sentire. I prezzi cash dell’alluminio hanno continuato a salire, portando ad un cambiamento nel mercato degli spread e passando da una struttura in contango a una in backwardation, con i prezzi spot superiori ai futures.

La backwardation può avere diverse interpretazioni a seconda del contesto di mercato.

Tuttavia, il recente cambiamento suggerisce un calo dell’ottimismo tra gli investitori, che non sembrano convinti che la domanda sarà sufficiente a mantenere i prezzi elevati dopo l’applicazione dei dazi.

Inizialmente, i compratori si sono affrettati a ricostituire le scorte, ma una volta in vigore i dazi, saranno le condizioni della domanda a determinare l’andamento dei premi.

Proprio l’andamento dei premi negli Stati Uniti a seguito dell’annuncio dei dazi ha sollevato un certo clamore. Il premio americano Midwest Premium è salito rapidamente e poi ha raggiunto un picco seguito da una correzione.

Ora il mercato sembra aver trovato, o essere vicino a trovare, il proprio picco.

Secondo Trump, non ci saranno esenzioni

Se qualcuno ancora spera di rivedere le esenzioni che furono concesse negli anni successivi al 2018 (che mitigarono l’impatto dei dazi sull’alluminio), probabilmente si sbaglia. Questa volta sembra improbabile che accada lo stesso.

Il presidente Trump ha ribadito la sua posizione intransigente in materia di esenzioni, dichiarando il 16 marzo: “Non ho alcuna intenzione di concederle “.

Comunque, l’incertezza legata alle politiche commerciali dell’amministrazione Trump, resta un fattore determinante, considerando anche che talvolta i dazi vengono usati come strumenti negoziali per ottenere concessioni, altre volte diventano misure permanenti per riequilibrare il commercio e sostenere la produzione interna.

Per il momento, sembra che i dazi sull’alluminio siano destinati a rimanere in vigore e, anche se le condizioni della domanda continueranno a essere il principale driver del mercato, offriranno un supporto strutturale sul mercato americano con effetti a catena nel resto del mondo.

L’Unione Europea Posticipa le Tariffe di Ritorsione sui Dazi USA su Acciaio e Alluminio

Il Commissario europeo per il commercio, Maros Sefcovic, ha annunciato che l’Unione Europea ha deciso di posticipare l’introduzione della prima fase delle tariffe di ritorsione sui dazi imposti dagli Stati Uniti sulle importazioni di acciaio e alluminio.

Inizialmente prevista per il 1° aprile, l’attuazione di tali misure è stata spostata al 13 aprile.

Questa decisione mira a concedere più tempo ai negoziati in corso tra Bruxelles e Washington, permettendo di approfondire le discussioni con gli Stati membri dell’UE per determinare con maggiore precisione quali prodotti saranno inclusi nelle contromisure economiche.

Obiettivo del Rinvio: Maggiore Tempo per i Negoziati

L’Unione Europea ha scelto di concedere un ulteriore margine di tempo per facilitare un’intesa diplomatica con gli Stati Uniti, che potrebbe evitare un’escalation nelle tensioni commerciali.

I negoziati tra le due potenze economiche dovrebbero concludersi entro il 26 marzo, mentre le eventuali misure aggiuntive, se necessarie, verranno implementate a metà aprile.

L’UE mira a trovare un accordo equo con l’amministrazione statunitense per garantire condizioni di commercio più equilibrate nel settore siderurgico e metallurgico.

Il Contesto: Le Origini della Disputa sui Dazi

La disputa commerciale tra Unione Europea e Stati Uniti in materia di acciaio e alluminio affonda le sue radici nel 2018, quando l’allora amministrazione Trump introdusse tariffe del 25% sulle importazioni di acciaio e del 10% su quelle di alluminio provenienti da diversi paesi, inclusi quelli dell’UE.

In risposta, l’Unione Europea aveva adottato misure di ritorsione su una serie di prodotti statunitensi. Tuttavia, con l’avvento dell’amministrazione Biden, i due blocchi hanno avviato una serie di trattative per risolvere la questione e ridefinire un quadro commerciale più favorevole a entrambe le parti.

Le Misure Commerciali dell’UE: Quali Prodotti Saranno Colpiti?

Come precedentemente riportato, l’Unione Europea aveva inizialmente pianificato di reintrodurre le misure commerciali adottate nel 2018.

Queste avrebbero riguardato merci statunitensi per un valore complessivo di 6,4 miliardi di euro, suddivise in due tranche: 2,8 miliardi di euro di dazi immediati e ulteriori 3,6 miliardi di euro in una fase successiva.

Tuttavia, la decisione di posticipare l’entrata in vigore delle nuove tariffe permetterà all’UE di valutare con maggiore attenzione l’elenco dei prodotti interessati, cercando di colpire settori che possano esercitare una pressione strategica sugli Stati Uniti senza danneggiare eccessivamente le proprie economie nazionali.

Prospettive Future e Implicazioni Economiche

L’eventuale applicazione delle tariffe di ritorsione potrebbe avere ripercussioni significative non solo per le industrie europee e statunitensi, ma anche per il commercio globale.

Le imprese che operano nei settori dell’acciaio e dell’alluminio dovranno monitorare attentamente l’evolversi della situazione per adeguare le proprie strategie di approvvigionamento e di esportazione.

Intanto, l’Unione Europea continua a lavorare per raggiungere un accordo con gli Stati Uniti che possa garantire stabilità e condizioni eque per gli scambi commerciali transatlantici.

Il prossimo mese sarà cruciale per comprendere se le parti riusciranno a evitare un nuovo scontro tariffario o se si assisterà a un’escalation delle tensioni economiche.

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